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Una storia [soltanto] drammatica
Liberamente ispirato a un fatto di cronaca.
Che fa, chi lo fa? Diciamo che quello scrittore à avuto molti modi di dedicare il tempo allo scrivere, compreso quello di alzarsi la mattina e dedicare quelle due ore, tre, fin verso le dieci, dieci e trenta allo scrivere. Già il tempo è in loco. E oggi dove sta scrivendo questo racconto, con una penna, in mezza mattina, o pomeriggio.
Diciamo ch’è dentro quella casa, mentre quella mattina, accade quello che spesso vi succede – sembra strano essere lì tra quelle persone senza che nessuna di esse ti veda – le vedi mentre si svegliano, fanno le cose quotidiane come alzarsi dal letto, lavarsi. La moglie dopo che il marito si è alzato e andato in bagno è, a preparare la colazione – nella casa è rimasto qualcosa della presenza degli ospiti, della sera prima. Lei sveglia i bambini e prende il più piccolo e lo porta a dormire nel suo letto e quello del marito. Poi si veste e fa lavare e vestire l’altro bimbo. Quando il marito esce per andare a lavoro si salutano con un bacio. L’altro bambino gioca mentre attende che la mamma lo accompagni al pullman della “scuola”. Si riordinano le tazze della colazione, qualcuno va in bagno, cose della pratica quotidianità. Mentre fa, questo lei guarda distrattamente o abitudinariamente l’orologio, quando si rende conto del tempo, esce da casa per accompagnare il bambino al pulmino della “scuola”. Mentre la mamma e, e il bambino, insieme, percorrono la strada per raggiungere la fermata, si scambiano alcune frasi su quello che faranno oggi. Rimangono un po’ ad attendere il sopraggiungere dell’autobus, si salutano e il bambino sale sul pullman. Lei torna verso casa, magari accelerando un po’ il passo; apre la porta entra in casa, mette a posto qualcosa che era rimasto in disordine la sera prima, poi va nella sua camera a prendere il bimbo più piccolo per lavarlo e vestirlo – lei quando entra nella stanza la vede copiosamente imbrattata di sangue, la vede ma in realtà non la vede – va verso il bimbo e si accorge che è pieno di sangue e lo sente respirare male, vede che à una ferita alla testa, ma non capisce bene cosa è. Sa che è successo qualcosa di molto grave – in che modo avrebbe potuto impedire quello che è accaduto.
La vita può continuare. In che modo riempire quel vuoto, in che modo continuare ciò che si è interrotto. Mi trattengo ancora un po’ – invisibile – mentre lei à un altro bambino, partorito in questo tempo, trascorso. È su un’altalena e cerca di essere felice con i due bimbi, il marito è un po’ più là che li guarda.
Lo scrittore messo il punto posa la penna, si alza dalla sedia e va a bere un bicchiere d’acqua.