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Una strana burocrazia

 

In uno di quegli strani posti che nessuno sembra poi frequentare molto, dico nessuno. Un giorno per chissà quale caso un uomo vi giunge del tutto inaspettatamente tanto che gli uffici e le persone di quel posto non solo non sapevano chi fosse ma neanche perché fosse giunto lì. Si dissero e rapidamente corse voce tra il personale degli uffici, che sì qual volta poteva capitare che succedesse una cosa del genere, ma molto raramente come disse il capoufficio rivolto agli altri. Ora in questi casi aggiunse quel che c’è da fare è un po’ farsi raccontare dal capitato che cosa avesse fatto e chi credesse che fosse. Sappiamo disse ancora che queste persone smarrite in balia un po’ di tutto il da farsi, si depositano in questi nostri uffici e aumentano il lavoro burocratico, che, invece noi siamo qui perché non vi sia più e anche noi possiamo definitivamente chiudere questa sezione. Purtroppo fatto ciò, disse ancora, noi tutti sappiamo che viene a mancare forse l’unico posto dove certi individui, forse anche questo appena giunto, può sperare di vedere snellita la grande burocrazia che ànno accumulato, spesso, nel successo personale lì in quel posto da dove son poi giunti fin qui da noi. Ora vorrei che due di voi si prendano l’impegno di ascoltare l’uomo appena giunto e nel qual caso decidere se vi è qualche possibilità per un suo collocamento; io propongo per tale incarico Lamoetto e Limoetto. Bene vedo che siete d’accordo e allora si proceda pure rapidamente, che non si faccia attendere oltre il dovuto chi si aspetta in fondo qualcosa. Limoetto e Lamoetto tornarono nel loro ufficio e attesero che vi giungesse l’uomo appena arrivato. Entrato nell’ufficio, l’uomo fu invitato dai due a sedersi e, poi resosi a suo agio gli chiesero: “Ci dica, lei, chi è e che cosa à fatto?” l’uomo iniziò a parlare di se stesso, a raccontare quante cose avesse realizzato a come fosse riuscito in queste imprese e come fosse considerato per questo e, aggiunse titoli e attributi. I due, Limoetto e Lamoetto avevano sì ascoltato cose di questo genere ma forse c’era una particolarità nel racconto che essi avevano ascoltato, tutto essi pensarono era andato nel modo migliore per quell’uomo, si guardarono e sinceramente non servì scambiarsi una parola e dissero a quell’uomo. Gentile signore noi potremmo dirle che apprezziamo molto quello che lei à fatto, ma dall’analisi attenta di quel che à detto praticamente ci sorge un chiaro dubbio sulle nostre possibilità per un suo collocamento spazio temporale, lei nel suo impegno à si da dove proviene conseguito successo e consenso e quant’altro ma per lo più ciò è avvenuto per mezzo degli oggetti e delle acquisizione di potere per mezzo di acquisizione sostanzialmente materiali. Certo à detto che questo à portato, anche una certa espressione nei suoi sensi, ma sostanzialmente il succo si risolve nel possedere e, come credo forse avrà un po’ intuito tale questione per noi non à nessuna rilevanza è proprio ininfluente per il vivere qui ché per ogni immaginazione in proposito a una collocazione qui. In sostanza non sappiamo, dove determinarla e l’unico consiglio che possiamo darle è, di vedere se trova sistemazione in qualche deposito di oggetti smarriti, è un termine che qualche volta è stato in uso qui da noi, ma sinceramente non sappiamo esattamente cosa sia, altro non possiamo dirle. Timbrarono il foglio redatto, essi stessi lo consegnarono all’uomo lo accompagnarono alla porta e uscito la richiusero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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