Il blogghetto delle pagine dei racconti
Queste pagine sono senza memoria, ma per questo o altro motivo è possibile che per memoria le ritroviate da qualche parte scritte.
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Soltanto un ascoltatore radiofonico
Una sera incredibile. Dico, era un giorno che sembrava normale eppure la sua voce mi faceva venire dei dubbi, tanto mi affabulava il suo suono che mi faceva pensare di essere razzista preferendo sessualmente quella voce a un’altra. E già perché la voce che sobriamente cerca di narrare argomenti quasi fossero piacevoli locuzioni del pensiero con cui trovare rapporto e amicizia, quasi scoprirne la sensibilità della persona e, quella voce sembrava giocare proprio su quelle espressioni di gusto. Mi dicevo ma cosa m’importa se mi delude o mi affascina del resto sembra solo un gioco che non può pronunciarsi, e già! Io ascolto esattamente quello che mi dice, posso farlo, ma lei quella di quella voce cerca solo, può solo immaginare quello che io penso e quando io parlo, non può proprio ascoltarmi. Poi c’è il fatto che è una strana romantica; l’ò scoperto, meglio lo so ogni volta che dice di piacergli qualcosa in un libro che gli ricorda quello che in realtà, per me spesso, non è, ma che lei trova entusiasmante, e che in realtà svela qualcosa che non sa, proprio perché quel che sa è troppo ricco d’intuito d’informazione. C’è bisogno di un vuoto che la rilassi e la faccia scrivere, di un vuoto che non gli dia niente se non la libertà. Ah allusivo potenziale che mi fa pensare a qualcosa di oltre e di possibile, senza pensare a un perché, quasi che quel perché non sia già colmo in quella voce, e non abbia proprio bisogno di altro; in realtà come sono è già quel che vorrei e, ciò deve proprio bastarmi. Dico che quella voce può essere così, ma poi so che potrebbe esserci dell’altro. E spesso succede che è tutto lì e nient’altro, lei potrebbe volere il successo, rimango in ascolto, non so per quanto, chissà?