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 www.ilmanoscrittodipatriziomarozzi.it                                                                

 

 

 

 

 

 tutto è possibile eppure no?

 

Questa mia non è proprio un racconto, ma una narrazione per sommi capì di un atto decisionale.

Mi chiamo Bernardo Joyce e credo voi non sappiate molto della mia vita, se non per quei brevi brani e libri in cui compaio. Nella mia vita che è stata attraversata da diverse esperienze sentimentali, ve ne sono state alcune, che forse non ànno dato adito a se stesse. Allora perché parlarne, potreste dire, pertanto quel che non è accaduto non può essere del tutto personalizzato e, anche se, perché dovrebbe trovare qualche forma d’interesse. Sono cose che capitano a chi capitano. Del resto una volta più compiutamente detto di che si tratta, lo farò tra breve, in questa ipotesi per un racconto, possiamo veramente dire che queste decisioni non siano soltanto le circostanze del mondo ad averle determinate, più che il mio volere, o il dialogo stesso in cui sono esse avvenute? Ora la questione che ò qui premesso passo a dirvi. In un certo tempo della mia vita, avendo l’occasione di conoscere delle donne che mi facevamo, dichiarandomelo in loro intendo ad avere una storia d’amore con me, io mi sono trovato nella circostanza di queste situazioni, ad affrontare un dialogo che chiarisse a codeste donne che era meglio che la qual cosa non accadesse, perché ipotizzavo che prima o poi quello che sembrava una premessa per condividere la vita insieme, loro, io dicevo, l’avrebbero trovata non corrispondente e io avrei finito per dover accettare il trasformare a tal punto me stesso, forse a faticare nella stessa spiegazione di me stesso e, così molto probabilmente il nostro rapporto sarebbe cessato, anche se a codeste donne ciò pareva non dovesse mai accadere. Ora tale decisione ai primordi della storia possibile, voglio dire questa dichiarazione dialogica e, questa decisione, comportava che ogni possibile crescere sensuale o sentimentale, tra noi, s’interrompesse, proprio per questa questione in animo. Ribadisco ce ne fosse bisogno che come ò detto tale determinazione di fatti si evidenziava, chiaramente e con chiaro dialogo. Posso dire che non sono state poche codeste situazioni, almeno otto. Ora è stato bene rinunciare alle possibilità che tali persone, donne mi ànno offerto, d’amore? Io credo vivamente che chi dia o vuole amore non si debba mai rifiutare e ci debba essere una buona capacità che adatti la sincerità alla possibile confidenza, ma è indubbio che l’energia per affrontare una storia che si può ritenere assoluta, spesso è molta e per una persona come me, può anche volere dire se poi non si realizza quel che pensavo, dissiparla - allora per un certo periodo, o forse tutto il tempo ò preferito concentrarmi e darmi nella creatività e nello scrivere. Quando per questo, volere, son caduti nell’imbroglio di se stessi, appunto per percorrere tutte le occasioni, le persone che sovente, si trovano a non voler rinunciare a nulla, per astenersi spesso alla sincerità. Se per ciò, si può dire la rinuncia sia stata poi indispensabile, come si è voluta ritenere, pensando a queste donne libere da ogni legame sentimentale che volendo unirsi a me ànno trovato, queste mie parole e, non so se queste siano state pertanto un’educazione sentimentale, quale può apparire a voi che qui leggete. Così è stato quando mi è avvenuto ciò e, pertanto anche giusto, credo. E ora che dovrebbe accadere? Con questa domanda voglio finire questa narrazione.

 

 

 

 tutto è possibile eppure no?

 

Questa mia non è proprio un racconto, ma una narrazione per sommi capì di un atto decisionale.

Mi chiamo Bernardo Joyce e credo voi non sappiate molto della mia vita, se non per quei brevi brani e libri in cui compaio. Nella mia vita che è stata attraversata da diverse esperienze sentimentali, ve ne sono state alcune, che forse non ànno dato adito a se stesse. Allora perché parlarne, potreste dire, pertanto quel che non è accaduto non può essere del tutto personalizzato e, anche se, perché dovrebbe trovare qualche forma d’interesse. Sono cose che capitano a chi capitano. Del resto una volta più compiutamente detto di che si tratta, lo farò tra breve, in questa ipotesi per un racconto, possiamo veramente dire che queste decisioni non siano soltanto le circostanze del mondo ad averle determinate, più che il mio volere, o il dialogo stesso in cui sono esse avvenute? Ora la questione che ò qui premesso passo a dirvi. In un certo tempo della mia vita, avendo l’occasione di conoscere delle donne che mi facevamo, dichiarazioni d’amore, io mi sono trovato nella circostanza di queste situazioni, ad affrontare un dialogo che chiarisse a codeste donne che era meglio che la qual cosa non accadesse. Perché avrei finito per dover accettare e trasformare a tal punto me stesso, forse faticare nella spiegazione di me stesso e, così molto probabilmente il nostro rapporto sarebbe cessato, anche se a codeste donne ciò pareva non dovesse mai accadere. Ora tale decisione ai primordi della storia possibile, voglio dire questa dichiarazione dialogica e, questa decisione, comportava che ogni possibile crescere sensuale o sentimentale, tra noi, se interrompesse, proprio per questa questione in animo. Ripeto ce ne fosse bisogno che come ò detto tale determinazione di fatti si evidenziava, chiaramente e con chiaro dialogo. Posso dire che non sono state poche codeste situazioni, almeno otto. Ora è stato bene rinunciare alle possibilità che tali persone, donne mi ànno offerto, d’amore? Io credo vivamente che chi dia o vuole amore non si debba mai rifiutare e ci debba essere una buona capacità che adatti la sincerità alla possibile confidenza. È indubbio che l’energia per affrontare una storia che si può ritenere assoluta, spesso sia molta e per una persona come me, possa anche volere dire se poi non si realizza, dissiparla - allora per un certo periodo, o forse tutto il tempo ò preferito concentrarmi nello scrivere, che astenermi spesso dalla sincerità. Se per ciò, si può dire la rinuncia sia stata poi indispensabile, come si è voluta ritenere, pensando a queste donne libere da ogni legame sentimentale che volendo unirsi a me ànno trovato, queste mie parole e, che queste siano state pertanto un’educazione sentimentale, quale può apparire a voi che qui leggete. Così è stato quando mi è avvenuto ciò e, pertanto anche giusto, credo. E ora che dovrebbe accadere? Con questa domanda voglio finire questa narrazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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