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 Matti da legare?

 

Quel giorno, quel giorno – già in uno di quei giorni o negli altri, quasi fossero tutti contemporanei e in posti diversi – insomma accadimenti. Ecco l’africano che cerca di vedere, alcune volte entrando in un negozio con gli stessi articoli, e, prova a fare una morale come fosse un grande magazzino, supermercato che spaccia marketing sociale. Una lunga fila di persone che passano e chiedono soldi. Questo africano di cui non conosco il nome mi dice che fa freddo – rispondo che in Africa è caldo. Non ò nulla da comprare) gli offro venti centesimi, ma non li accetta sono troppo pochi, gli dico che uno zingaro che fa l’elemosina avrebbe accettato. E lui incomincia a parlarmi dei suoi problemi come dovessi essere io quello che “deve” risolverli. Gli faccio notare che io sono un singolo individuo e quello oggi posso dargli, anche perché altri passeranno. Sì, mi dice che lui è venuto da Ancona (l’elemosina a largo giro) Certo rispondo ma durante la giornata altri ne passeranno e io non posso dare di più come ò sempre fatto. Ribadisco che non posso essere l’unico a fare offerte e non può pretendere che sia io l’unico a dargli una mano. Tutti dicono che ànno fame e per questo bisogna che mangino, ieri un altro voleva che gli comprassi un panino – oltre al menù il prezzo fisso. Un giorno, mentre ero seduto su una panchina, un africano venditore di suoi libri, pretendeva di avere i grandi problemi dei grandi editori, doveva vedere per magiare – e ancora non capisco cosa pretende da me, che problemi dovrei risolverli. Pochi singoli che aiutano? Andate dalle organizzazioni. Dico – volete dignità e aiuto quel che si può, in realtà non gli importa molto di chi sei e perché non puoi aiutarli. Troppo il bisogno, troppa la necessità, troppa l’immaturità. Magari parlano pure più di una lingua, ma non si rendono conto dell’altro singolo individuo – loro ànno il loro problema e tu devi risolverlo – assomigliano a quei telefonisti dei call center che a un certo punto incominciano a dirti che loro lavorano, che il loro lavoro è fatto così e quasi devi starli a sentire per forza come se l’unico scopo della tua vita sia questo, senza avere neanche la responsabilità di ascoltare quello che dici. Il tizio se ne va senza neanche i venti centesimi. In un altro posto qualcuno guadagna su questo mondo, le notizie dicono che gli affamati crescono, che si spendono egoismi con cui fare soldi – basta un euro, ma quanti. Dico a un altro, che andasse a chiedere in banca o a chi a molti soldi – mi risponde che non è possibile e allora è solo un fatto di comunicazione e per questo, io posso risolvere il suo problema, ma che cosa succede nei loro paesi o nei mondi dell’economia – mondi senza parola. Se non si aiuta o collabora con la libertà di chi propone chi ascolterà chi dice che devi risolverli il suo problema – non sa come altro fare, ma lo stesso vuole ottenere di più di quei venti centesimi da me. Ci prova e spera che ci riesca. Sono i soldi o le persone ormai pazzi da legare?

 

 

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