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La stanza del grande Nord

 

Ci sono molti luoghi sulla terra e, molti di questi luoghi spesso si trasformano con il tempo.

Uno di questi posti forse ameni e semplicemente normali è una stanza.

Pensare alla stanza di una casa che potrebbe essere una delle tante stanze che ogni persona conosce o identifica precisamente in una casa, o anche più esattamente nella casa in cui abita, è il suo pensiero.

Una stanza in una casa sulla terra, tutte diverse eppure tutte uguali si potrebbero dire.

Alcuni distinguono una stanza da un’altra perché in alcune di esse si prendono decisioni importanti; qualunque, queste, in fondo siano.

 E allora è importante chi ci abita e quel che vi si fa e per questo un preciso luogo della terra può essere pertanto più importante di un altro; ma parliamo in definitiva di un mondo sociale più che della vita e della verità. Una stanza, una storia, o la storia del mondo per un attimo del suo tempo, e allora tutte le stanze per questo o per quant’altro motivo si trasformano e rimangono immemori del proprio tempo, per una strana memoria senza più presenza reale; simulacri di oggetti.

Anche la stanza di cui ò presente il tempo si è spesso trasformata per le persone che ci ànno vissuto, e per il modo. Ci sono per me tanti momenti e ricordi e ancora vita in questa stanza. Dalla disposizione dei mobili agli oggetti che sono stati in questa stanza e il racconto di tutto questo tempo richiederebbe un luogo racconto, e molte persone di cui parlare, i loro e i miei momenti gli incontri e le scomparse.

Questa stanza per dormire o studio o posto per creare, in silenzio al buio o con la luce, una stanza in una casa.

Tra le donne che ò amato due sono state in questa stanza. Con una ò fatto all’amore, l’altra vi à dormito – vi ò baciato un’altra donna e di un’altra non ò capito che voleva amarmi – poi ci sono i ricordi di persone conosciute che vi sono state, in tutti gli altri momenti ci sono stato io e il mondo.

Questa stanza è collocata verso Nord e sembra che tale posizione influenzi il suo modo di percepire e farsi percepire dalle altre stanze della casa. Può essere luminosa o buia e anche come tutto lascia intuire più fredda delle altre stanze, anche se la stanza è ben isolata, ma questo Nord è un mistero. È che per quanto sia ben isolata e non abbia dispersioni termiche, la sua temperatura è sempre inferiore a quella di là della sua porta. Nei periodi miti dell’inverno la differenza è minima, in quelli più freddi può raggiungere anche i tre gradi e non c’è verso, sia se la porta della stanza è aperta o chiusa, la situazione non cambia.

Questa stabilità tarmica da un metro all’altro e senza barriere, manda in confusione tutti i concetti di termodinamica e il relativo stabilizzarsi dell’aria nella sua uniformità in un ambiente unito e comunicante. In questa stanza del nord una volta accadde che un gioco elettronico per motivi sconosciuti neanche si accendesse, cosa che non avvenne in nessun altro posto dell’intero paese.

E poi che successe, chiese quel bimbo a chi gli racconta questa storia. Un giorno chi aveva vissuto in quella stanza aprì la porta e vi vide il grande Nord con i suoi ghiacci e il grande cielo, s’incamminò su quel posto, quando a un certo punto, guardò intorno a sé e non vide nient’altro che neve e cielo, capì che la stanza era diventata il luogo stesso del suo pensiero e, in questo gran freddo incontrò una fanciulla che nuda gli sorrideva. Nel vedere la fanciulla quel’uomo le disse che avrebbe preso freddo, così com’era e, in quel momento il grande Nord incominciò a riscaldarsi finché tutti i ghiacci furono sciolti e il sole risplendeva caldo su loro due. La fanciulla così come era apparsa si avvicinò all’uomo e gli fece una promessa, dicendo: sarò per te l’amore che ài dato, ti comprenderò per quanto tu comprendesti, sarà attenda e leale come tu lo sei stato, manterrò le mie promesse come tu ài fatto e ti amerò per sempre in ogni luogo. Tranquillo e felice quel bimbo si addormentò.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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