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Il racconto senza immagini del reale invisibile di un’epoca attuale
Dice,
Nelle storie d’amore, amicizia, di relazione è bello essere gentili, attenti e dolcemente cortesi – non è un discorso unilaterale, siamo entrambi quelli che parliamo e amiamo. Eppure tutto questo cessa e si rimane soli – cos’è accaduto dove siamo? E perché?
C’era qualcuno che continuava a dire: Ti voglio bene. Chi ascoltava?
Succede che ogni forma d’amore cessa quando la competizione, la sopraffazione vuole determinare la verità.
E questa verità cos’è? È l’assorbimento sociale che non risponde più all’amore, alla gentilezza personale.
Quando io trovo in questo modo l’altro cessa ogni verità e ogni bellezza, compete per vincere la frustrazione su ogni punto dell’Io che vuole appagarsi e affermarsi, che néga ogni mio atto d’amore.
Quella voce continua a dire ti voglio bene, e il senso della persona, mi fa stare in ascolto.
La civiltà del conflitto del bene e del male come sola origine della vita dell’amore?
Eppure anche qui c’è bisogno di un primato sulla libertà del mio amore, relazione concreta dell’accettazione non di un rapporto utilitaristico, ma nella libertà della conoscenza e dell’amore: la semplicità e il pensiero.
Il mio disinteresse verso ogni significato di convenienza per il motivo del rapporto e per questo di competizione dell’io è cosciente, nella volontà della libertà e nella gentilezza di voler bene, nella sincerità della parola che cerca di essere vera – ma la competizione che cerca il sopravvento nasce incredibilmente dall’incoerenza dell’ostilità, nel desiderio represso che non vede l’egoismo né il motivo interessato del rapporto e della competizione, ma vede l’attualità sociale in cui il culto pregnante di questo altro che mi si contrappone cerca il sopravvento, inneggiando dove l’individuo non ama più del motivo di una forma, più o meno attualizzata e rappresentata. Sento ancora la voce dire ti voglio bene. Tutte le mie relazioni umane sono finite, quando questi miei altri ànno incominciati a voler competere con me, con i mezzi dell’assorbimento sociale e rinnegando ogni forma d’intelligenza – sconfiggendo se stessi per assenza di competizione, disperanti cercando di negare questo esprimersi libero.
Allora l’incapacità d’amare, ma più praticamente l’illusione dell’esaltazione; l’allontanarsi invece dell’avvicinarsi – l’allontanare.
Quella voce continua a dirmi ti voglio bene. Io l’ascolto.
David Hume
