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Mi stai chiedendo se mi è piaciuto
Sei veramente originale quando dici queste cose, ài voluto infilarmi nel culo prima il tuo dito e poi il tuo fallo con cui ti masturbi, per vedere se così riuscivi a eccitarmi e baciarmi per farmi un pompino. Brava, cosa vuoi che ti dica. Di certo non potrai certo dire che ò l’orgoglio nel culo, come ti piace affermare. E, del resto io non ò pensato che tu avessi il tuo orgoglio nel sesso, sei veramente bella. E allora vorrei sapere di cosa parli, spesso ti sento e ti sentono anche gli altri, quando esalti i tuoi concetti, dicendo magari di qualcuno, ma chi crede di essere, ma che vuole. Tu dici tu, che magari usi il tuo pubblico mentre stai, parlano di qualche grossa produzione, o di quelle circuitate sul finanziamento, e quindi è obbligo parlarne, c’è sicuramente un partito o un politico dietro. E come sei bella quando ti sento parlare con quel galloppinaggio, dietro gli editori. E vai blaterando di chi si crede di essere, tu, che sei così. Che cerchi che vuoi oltre la tua vanità? Non c’è nessun’altra cosa che t’importi veramente, se non fare breccia con la tua cricca d’ipocriti, che un con l’altro mafiosamente si sorreggono, che cercano di nascondere la verità. Non esistono appunto se non fanno riferimento al loro circuito di menzogna: pagano, rubano e si vantano, giudicano per chiacchiere e deliquentemente si appropriano di quel che possono per gestire il consenso. Poco importa il bieco nepotismo e vassallaggio. Mi parli di certa gente e dovrei raccontarti io, qualcosa di loro, di uno per uno; di come si trasformano per il consenso e di come fossero e di quali cialtronerie ànno fatto. Adesso si atteggiano e ripeto rubano e usano il consenso reciproco mafiosamente e, mafiosamente vogliono controllare. Sai che non sto parlano della mafia economica illecita, ma del loro costrutto culturale che li fa così simili. Vuoi sapere se mi è piaciuto, sì mi è piaciuto mi à anche rilassato. Ciò non toglie che tutto quel che ò detto è vero, e anche se ò usato degli eufemismi come la mafia, sai bene che non puoi farci niente e, non puoi portarmi nel tuo giro di gente e cosiddetti amici, io me ne fotto, proprio me ne fotto della tua schiavitù, aspetta la tua sentenza con la tua vanità.