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 Il grande GO!

 

 scimpanze.jpg Il grande scimpanzé non sapeva come fosse giunto fin lì, ma la proposta che ora gli facevano era molto allettante, se accettava, la sua vita assumeva i connotati del successo, perché quel che gli avevano detto era che per loro mezzo avrebbe trovato l’opportunità per affermarsi e, in certo qual modo lo aspettavano opportunità e vantaggi che ad altri sarebbero stati negati. Tutto quello che doveva dare in cambio, era la sua disponibilità nella gestione e nell’essere dalla parte di chi lo aveva così ben facilitato nella sua carriera, quando gli fosse stato chiesto con la sua notorietà e posizione sociale raggiunta, di essere utile a quella logica di far parte di quella strategia. Il grande scimpanzé non ci pensò molto avrebbe potuto decidere di essere libero, di là del dominio di quegli australopitechi; ma perché pensò? Proprio come un grande scimpanzé, farsi fuggire quest’opportunità economica in fondo che importata quale fosse la natura di quel potere, avrebbe partecipato alla sua conquista. E pensò anche, così avrebbe riscattato la sorte cinematografica che era toccata a King Kong. E così fu, finì per partecipare a tutti i programmi della televisione, a dire le cose, che interessavano alla causa. Poco importa, se sono vere o no, pensava. Ebbe molto successo in molte fiction televisive diventò un personaggio dei talk show. I soldi che lui guadagna erano ben amministrati, tanto lo faceva guadagnare e tanto con quei suoi soldi si finanziava. Era parte perfetta della gestione del circuito dei soldi, da dove dovevano essere presi acquisiti e collocati, con un perfetto sistema dal circuito controllato. Il grande scimpanzé non poteva chiedere di meglio gli bastava recitare la parte di circostanza quando abbisognava, fare le dichiarazioni che servivano e convogliare su di se l’attenzione del consenso della gente. Il mondo non era niente di più e niente di meno che l’amministrazione politica controllata del denaro e del suo accaparramento. Il suo personaggio era parte di tutto ciò. Questa è la storia del grande scimpanzé. Fin a quando un giorno tra i benefici del suo livello di successo pensò a quel che fosse e, si vide in fondo per quel che era: un grande scimpanzé ricco che mangiava banane. Era sempre stato ciò ma per una strana illusione per il sì dato a quella proposta, aveva creduto di essere qualcosa di altro e, tanto era stato istruito per quello scopo e, dallo stesso modo di essere in quello scopo, che non si era accorto che fuorché che fare lo scimpanzé per soldi, null’altro aveva fatto. Certo era ricco e famoso, più di un grande sportivo, perché con la sua popolarità aveva vinto anche qualche elezione politica, a tanto erano servite le fiction cui aveva recitato, ma era sempre stato uno scimpanzé soltanto ammaestrato, proprio nient’altro. Ora ne era proprio certo.  

 

 

 

 

 




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