Il blogghetto delle pagine dei racconti
Queste pagine sono senza memoria, ma per questo o altro motivo è possibile che per memoria le ritroviate da qualche parte scritte.
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I bolognesi
Appunti
in forma di bozza per un racconto che lo scrittore non scriverà.
Ho solo un po’ di notizie e un po’ di storia vissuta per questo racconto. La notizia è frammentaria e molto incompleta. Riguarda la morte di un italiano, del sud delle marche, in una cittadina degli Stati Uniti D’America durante una rapina, in una sparatoria con la polizia. Questa è la notizia un po’ frammentaria che seppi qualche anno fa. In realtà avevo sentito parlare di questa persona molto prima che ciò accadesse.
Ma chi sono i bolognesi. Per capire un po’ chi sono i bolognesi, questi di questo racconto non racconto, bisogna pensare al concetto base che potrebbe spiegare una storia, questa ipotetica storia, l’ambizione. E cerchiamo di ricapitolare questi appunti in questa bozza, potremmo citare, o potrebbe farlo lo scrittore, di quei casi degli anni sessanta, dove c’era gente che nell’euforia della ricerca dell’affrancamento della lotta di classe arrivava dopo essersi laureato a bruciare la propria laurea, perché non ci fosse differenza tra la conoscenza e la persona, che non fosse ciò un privilegio. Potremmo immaginare, quelli che studiavano indipendentemente, non privatamente e davano solo l’esame, per il titolo di studio. O altri casi di questo tipo. Ma i bolognesi no non erano così, per loro il concetto dell’ambizione non era riconoscere la libertà, ma la scalata ai simboli sociali che potessero determinare, nel loro essere e immaginare, la superiorità il potere e il controllo di questo. Se avessero saputo che bisognava andare sulla luna e piantare la testa sotto terra, se questo sarebbe servito per la loro superiorità, lo avrebbero fatto. Il concetto base di libertà o l’emulazione di tale individuo di cui avevano sempre cercato in definitiva il superamento, sfociava non nella ricerca di libertà, ma nella voglia nel desiderio di essere rappresentati e controllare un atteggiamento sociale che li identificasse come superiori, la logica di voler essere padroni sfociava nel bisogno stesso che la scalata sociale per una borghesia superiore, trovasse nell’arricchimento lo status dei privilegi. E allora in quell’Italia che è, andava avanti nel dopo guerra, che dall’affrancamento dalla fame, al denaro, li ha portati a desiderare, ai bolognesi, per percorso sociale non la libertà, ma il raggiungimento dello status del sentirsi superiori. Poco importa se ignoranti e consenzienti l’importate appartenere a quel che avevano sempre immaginato, fino alla luna come missili, se ciò, potesse rappresentare essere superiori a quel che immaginavano che fosse. Per lo scrittore questo è un po’ eccessivo come appunto, ma sta forse a significare una metafora del vero sentimento che dentro, queste persone sentivano per gli altri. E allora scalata la catena sociale, a questo comunista non rimaneva che la massima aspirazione, l’università di Bologna città comunista e che rappresentava il miglior sapere, le altre università le più vicine, non potevano essere altrettanto e già questo lo faceva sentire superiore (forse in questo punto degli appunti lo scrittore, ironizza un po’ troppo). Insomma costoro dopo essere giunti al punto superiore, sarebbero poi stati in grado di aiutare, quando dal punto in cui erano partiti, ciò era una condizione proibitiva, e non considerata da chi non era libero? Anche questa notizia la dobbiamo lasciare agli appunti. E ora che cosa sappiamo di quella disgrazia americana, di quell’italiano morto in una sparatoria. Io lo scrittore appunto qui alcune voci che mi giunsero e, non seppi e non so se sono esatte. Venni a sapere per vie traverse e casualmente di un chirurgo già posto in sala operatoria con ottimi risultati e da molti considerato medico, che trovandosi tra il praticantato e lo studio, non ebbe completato quest’ultimo. Un altro “bolognese” sembra coetaneo o collega, non so, pare che fosse informato di ciò che sembrava non conosciuto. Quel che accadde poi è la denuncia di quest’accadimento. E non so dirvi perché, la fuga negli Stati Uniti D’America del chirurgo, e dopo il tempo questa notizia della rapina e della sua morte. Lo scrittore appunta anche che quel che è menzionato in quest’ultima parte degli appunti, può dare motivo di molte interpretazioni, ma probabilmente nessuna è quella vera.