…tra le altre cose, non posso non farvi notare, il fatto, presente che voi potrete qui guardare

alcuni miei quadri reinterpretati in un certo fotografico. I quadri, come ovvio, i miei quadri

non lì vendo, non nel senso che non lì vendo, ma nel senso che lì ho dipinti per non vederli.

Essi sono significativi per me, e non sono soggetti alla riproduzione in certo qual modo

Stilistica, per la vendita. Il loro contenuto, non voglio che finisca per competere con la

Proprietà intrinseca dell’oggetto, che in certo qual modo finisce nella sua deperibilità.

E l’unico modo per superare ciò, che di fatti è impossibile per l’arte della pittura di un

Quadro è rendere in fondo il suo valore autenticamente inestimabile. E che si deteriori per

Coscienza (o incoscienza) più che per mordace tempo economico. Di fatti non si chiede

a uno scrittore quanto ha speso per realizzare il suo libro, tanto più se il libro è stato

scritto qualche secolo fa, voglio dire il prezzo economico, non è il valore di un libro,

di un libro non è certo nel suo essere oggetto.

Insomma lasciamo fuori gli eccessi feticistici e riscopriamo o scopriamo Van Gogh

per la grandezza che ha, più che per il valore economico che si dà ai suoi oggetti.

Comunque lascio a chiunque il principio di riprodurre il mio ultimo quadro da me

realizzato consistente in un quadro di tela bianca, dipinta di bianco appeso ad una

parete bianca: foto quadri(…)

Seguito. Se di fatto la sensibilità come l’intelligenza stessa, è peculiare di ognuno

Come la sua purezza e genuinità sta di fatto che possa esserci anche poca autenticità

e profondità nel giudicare un quadro bianco, e non sarà di certo il valore sistemico

per lo sfruttamento economico l’autenticità a quotare la sua bellezza.

Ma sembra incredibile, dico sembra incredibile, ma è proprio così, invece.

E allora nella crisi morale e culturale che si genera, nel disordine dell’economia

Se un Salvador Dalì era un egocentrico, i contemporanei sono semplicemente

dei crediti consociativi. Che fare della crisi mondiale, che affama e distrugge.

Nel giorno del 31 dicembre nel trapasso con il 1 Gennaio accade qualcosa di

Concettualmente inverosimile al prezzo di un milione istantaneo nel valore

Di ogni sistema monetario mondiale, io realizzo in un’opera, appunto dal titolo

31/1 1999-2000, prezzo un milione, il concetto seppur limitante per un’opera d’arte

di essere paragonata al suo prezzo economico: un milione in ogni tempo e in ogni luogo

con la possibilità che la suddetta possa essere duplicata ovunque e da chiunque, a

secondo delle necessità (la drammaticità spesso dell’espressione artistica, non può essere

chiusa in questo) ma comunque fattivamente si dimostrava il valore stesso della

possibilità dell’arte di trasformare il suo valore per l’equilibrio senza necessità di

spreco delle risorse umane, ma si può essere anche generosi e non limitarla nel suo

prezzo. La suddetta opera è formata da un involucro per cd, su cui è scritto: il cd

contiene un’istantanea fotografica realizzata attraverso il computer – raffigurante

un’opera d’arte ed il suo artista – l’istantanea è stata eseguita durante la

programmazione tv. C’è il titolo e la dicitura del prezzo, appunto un milione, poi

c’è un talloncino adesivo con riportate le dimensione dell’immagine: 10 metri

per 821,18 cm e c’è scritto il mio nome, il tutto scritto su fondo nero e caratteri bianchi.

La Foto(…)  - di tale opera si parla nel libro: I racconti tra realtà e leggenda di Mister X.

Ed è contenuta nella cartella multimediale della sua versione in cd. La presente

Opera, in una copia, è stata barattata con uno scontrino da un milione di lire emesso

da un gallerista, spocchioso e fetente. Essa pertanto si può ritenere anche facente parte

del circuito museale pubblico. Data la citazione del libro, in esso negli scritti che

parlano di arte contemporanea, si cita l’originale diverso dall’originale stampato

su carta dall’originale contenuto nella fotografia in cd di: rimandi Husserliani foto(…)

e dell’opera audio devi mangiare, vi si legge: Anche dopo aver ascoltato la

premessa incisa nel cd, il mio consiglio è quello di rilassarsi e ascoltare. Indubbiamente

la percezione dell’opera è soggetta allo stato soggettivo dell’individuo che l’ascolta, in

questo caso lei. pertanto non mi dilungherò nella spiegazione concettuale dell’opera,

parlando dei riferimenti in essa evidenti dello stato delle proprie percezioni sensoriali

e la realtà che da essa ne risultano. Di come tali percezioni possano essere manipolate

per portare ad una percezione altra da quella soggettiva, il più delle volte a fine

dell’incremento del denaro, fino allo svilimento della bellezza stessa della vita, o

anche peggio per acquisire un potere che ha senso solo in se stesso. Ma

indubbiamente l’intento di questa opera è proprio quello di far riflettere si ciò, sulla

condizione primaria che determina l’esistenza umana: “Devi Mangiare”, che con le sue

molteplici sfaccettature attraversa le culture dell’uomo la cultura umana.

Quindi si rilassi e ascolti nel tempo strutturale che ho dato all’opera, così forse potrà

Avvertire, “le sue variazioni percettive” che andranno ad arricchire e varieranno il suono,

il senso e fors’anche il volume di quello che ascolta. Non so se riuscirà a raggiungere quello

stato in cui percepirà qualcosa di molto vicino all’allucinazione uditiva con il suono che

riproduce significati al di fuori di quelli primari incisi. Se non avviene vorrà dire che

ha bisogno di una variazione temporale dell’opera, ma purtroppo io ho deciso che

debba essere questo il suo tempo. […Da una lettera] p.s. L’ascolto in cuffia non è affatto

sconsigliato, magari direttamente dal lettore cd. Comunque si consiglia un ascolto privo

dei filtri degli alti e dei bassi, qualora non fosse possibile, posizionarli in flat.

Or ora ò deciso di togliere questa opera, che sostituisco

Con un buon appetito, magari con un bacio.

 

Altra opera presente è la fotografia del manifesto del movimento minollico: la fotografia

Della fotocopia dell’originale inesistente foto(…)

 

 

 

                          www.ilmanoscrittodipatriziomarozzi.it

 

 

 

 

 

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